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BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
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BOVINO=MUSEO. LE CANTINE CICORIA
CANTINE SCAPICCHIO ALFONSO.

CANTINE DI BOVINO. Cantina Scapicchio Alfonso, detto Cicoria. Resta un vanto dei possessori di cantine bovinesi farle visitare a turisti e curiosi, ma ancora più importante è far capire le motivazioni che inducevano i contadini a custodire il vino in luoghi così oscurati ed umidi ed impervi: il vino, dopo esser stato trasformato in mosto e riposto in botti di rovere, non dovrebbe essere soggetto alla luce del giorno per mantenere tutta la sua gustosità e le sue caratteristiche enologiche. Per questo motivo esistono nel paese delle cantine molto grandi nelle quali era possibile prendere in affitto un singolo "posto" per la botte e pertanto in un'unica cantina era possibile l'accesso a più proprietari i quali facevano a gara per avere il miglior vino. Nelle stesse cantine avveniva la vendita da parte dei contadini che avevano una produzione maggiore del fabbisogno familiare, sia ricevendo il compenso in danaro e sia con la tecnica del baratto, cioè con lo scambio di prodotti agricoli (ceci-fagioli-sementi etc.). Quale insegna per l'indicazione della cantina punto vendita veniva utilizzata un'asta di ulivo (detta frasca) che dalla piazza centrale del paese veniva messa ad ogni angolo di strada, fino alla porta della cantina. I contadini più attivi per la vendita dei loro prodotti, usavano anche far assaggiare il vino in un bicchiere con l'abbinamento di un pezzo di scaldatello salato o con fave abbrustolite, caldarroste e ceci arrostiti sotto la cenere o nella sabbia. I clienti più furbi dei contadini, erano capaci di assaggiare in più "frasche" perché riuscivano a trovare sempre un qualche difetto che non li consigliava all'acquisto.





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