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BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
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CHIESA DEL CARMINE
RISTRUTTURAZIONE 2006 (3 PARTE)

all’interno dove la muratura perimetrale e quella dei pilastri a sinistra dell’altare ha composizione e tecnica costruttiva diversa rispetto a quella originaria. Notizie certe su elementi della fabbrica sono pervenute da documenti dai quali risulta che nel 1832 l’Amministratore della Confraternita presentò al Sottointendente del Distretto di Bovino una richiesta di autorizzazione alla costruzione di un Campanile come ‘indispensabile ornamento della Casa di Dio’ in quanto la Chiesa ne era priva e che allo scopo avrebbe utilizzato come fondazioni alcune murature di epoca più antica di proprietà della Chiesa. Dopo vari impedimenti dovuti alla presunta occupazione di suolo pubblico, l’Intendenza di Capitanata, previo parere favorevole del Decurionato del popolo, approvò il progetto e finalmente il campanile venne costruito ed ultimato probabilmente nel 1844, come risulta da una lapide sulla cella campanaria (Vedi Allegati). L’edificazione non contemporanea a quella della chiesa ha determinato per questo campanile neoclassico un’architettura anomala. Esso non possiede infatti una autonomia strutturale ed un volume interno ma il suo corpo principale è solo simulato da una parete in blocchi squadrati di pietra arenaria addossata alla muratura in pietrame informe della facciata della Chiesa. L’unico elemento tridimensionale è invece costituito dalla cella campanaria che, proprio per questo motivo, si presenta in sommità notevolmente decentrata rispetto al corpo inferiore del campanile. Questa asimmetria architettonica potrebbe essere dovuta ad un grossolano errore esecutivo o ad un imprevisto insorto al momento in cui occorreva innalzare la nuova muratura quadrangolare della cella che doveva necessariamente essere allineata ed appoggiata sulla muratura sottostante della Chiesa, come infatti risulta dal rilievo. Si vuole tuttavia anche ritenere che l’asimmetria sia stata tenuta in conto già in sede di progetto in quanto l’intervento sembra rispondere a precisi canoni compositivi e proporzionali adottati nell’architettura classica. Le esigenze di proporzione architettonica hanno infatti determinato la larghezza del corpo del campanile che risulta 1/3 della larghezza della facciata ed 1/3 della sua altezza, la parte basamentale da cui partono le due paraste è un quadrato perfetto e le colonne della cella campanaria sono anch’esse alte esattamente quanto la larghezza del campanile ed inoltre tutta la composizione è inscritta in un rettangolo dove l’altezza totale del campanile è in rapporto aureo con la larghezza della facciata della Chiesa: B = A x 1,618 (Vedi Tav. 6). All’esterno, questo campanile risulta l’unico elemento che fa identificare la costruzione come Chiesa, morfologicamente intesa, in quanto la facciata principale non ha particolari caratteri emergenti dalle architetture tipiche del centro antico in cui è collocata se non per le caratteristiche del portale





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