Burg Altena, Germany
BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
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I PORTALI DI BOVINO (libro)
PORTALE

PREFAZIONE DEL SINDACO LEONARDO LOMBARDI Si ristampa un libro dopo più di dieci anni dalla sua prima uscita. Il festeggiamento è doppio: prima di tutto perché si tratta di un libro importante, frutto del lavoro e dell’amore di bovinesi attenti da sempre alle cose della nostra città, e in secondo luogo perché oltre ad essere un libro sulla storia, Portali e stemmi di Bovino è divenuto esso stesso un pezzo di storia, reso tale, appunto, dal tempo trascorso, dai mutamenti intercorsi, sia materiali che di costume, di atteggiamento culturale. Portali e stemmi, perciò, è ricerca e documento al tempo stesso: un regalo duplice offerto a noi lettori di un altro decennio, ma anche, per la velocità con cui avvengono i cambiamenti, di un altro secolo. E’ un libro prezioso, che valorizza la ricerca come esperienza prima di tutto di relazione, come hanno voluto sottolineare Giovanni Anzivino e Lucia Russo, di confronto, di apertura, e perciò di grande vitalità. Mi sembra un dato importante, anche per avvicinare i più giovani al terreno impervio ma affascinante della ricerca I percorsi della storia, dell’urbanistica, dell’arte si intersecano in una miriade di passeggiate possibili, in un vero e proprio tracking urbano, suggerito da questo libro la cui fantastica suggestione letteraria nascosta è di essere l’atlante della città delle porte. Come una calviniana città invisibile, Bovino diventa in questo libro una città di soli ingressi, portoni chiusi ben lucidati dentro portali stupendi o vecchie travi sbattute dal vento, sempre dentro portali stupendi, e perciò case, persone, storie, nascoste dietro le cortine delle tende ma aperte all’accoglienza di cui ogni porticina, finestra, varco può diventare simbolo. Ma non è ancora tutto: in questo libro Bovino è, come scrive benissimo Michele Dota, non una ma molte città. Sepolte e dissepolte, sotterrate e dissotterrate le pietre sono delle vere e proprie arabe fenici, capaci di traghettare messaggi di tempi lontani in epoche diverse, e di ricollocarli al centro della vita delle persone: non in un museo, tra altre testimonianze antiche, ma dentro le case, dentro i palazzi pubblici, sulle strade, nel cuore della dimensione privata e in quella collettiva della vita della città. Non è un caso se sulla Guida dei Borghi più belli d’Italia ho voluto che proprio i portali venissero indicati come la caratteristica più tipica del nostro "borgo": si tratta di elementi architettonici e urbanistici ‘minori’, per così dire, ma con una valenza collettiva, una sedimentazione storica, una diffusione e una varietà tali che davvero i portali parlano di Bovino non meno dei monumenti più belli e amati. Ho nominato i Borghi più belli d’Italia. Certamente il riconoscimento che Bovino ha ricevuto dall’Anci, e che come sempre dico è un onere accanto all’onore, è una delle punte di diamante di un mutamento culturale e di un percorso amministrativo e sociale che negli ultimi dieci, quindici anni ha visto progressivamente crescere la sensibilità collettiva verso le testimonianze della storia e dell’arte, conformemente a quell’orientamento verso la definizione dell’identità che rappresenta una delle direttrici culturali più marcate del nostro tempo. E questo libro ci aiuta anche a fare dei confronti (dicevo all’inizio che esso è un documento di un preciso momento storico, cioè i primi anni novanta), a notare piccole trasformazioni qua e là: il Palazzo Cera che era diroccato e ora è restaurato, o magari un portale dentro cui era sistemato un portone in anticorodal ora è stato guarnito di un bel portone di legno, o magari ahimè, anche il contrario, poiché siamo in un percorso di sensibilizzazione tutt’altro che completato e risolto. Tra le differenze rispetto a dieci anni fa ve ne è purtroppo una che rappresenta un vero e proprio lutto per me e per tutti i bovinesi: la perdita dal nostro patrimonio dello stemma dei Borbone che era apposto sulla Fontana al Ponte. E’ una ferita aperta, quel furto di pochi anni fa, commesso proprio nei giorni in cui si stava organizzando la rimozione della pietra dal sito originario proprio per salvaguardarne la sicurezza. Mi piacerebbe sperare in un ritrovamento, magari da parte di quelle forze dell’ordine specializzate che proprio in provincia di Foggia spesso si distinguono per operazioni di restituzione alla collettività di beni artistici o di reperti archeologici trafugati. Ma non voglio illudermi, più verosimilmente lo stemma è già collocato in un luogo inaccessibile, per il gusto di qualcuno che confondendo il possesso della cultura con il possesso di beni culturali, ne nega la fruizione ad altri. Il caso dello stemma borbonico, per fortuna, è un caso estremo, ma questi anni trascorsi dalle fotografie, dunque, certamente ci aiutano a riflettere, e perciò il contributo è doppiamente pregevole, su come le trasformazioni possono essere a volte così graduali e minime, nel bene e nel male, da non apparire importanti se non ad uno sguardo d’insieme e a distanza: ci aiutano a riflettere sulla responsabilità di ciascuno e di tutti rispetto alla modificazione del territorio e del paesaggio. Scorrendo le pagine del libro mi piacerebbe che i bovinesi pensassero a questo, alla responsabilità di ciascuno verso la conservazione delle vestigia locali: Portali e stemmi è un libro di case, di proprietà private sulle quali la sensibilità dei singoli può esercitarsi e dare prova di maturità culturale, che si trasformi poi anche in orgoglio, ma se questo orgoglio è davvero frutto di voglia di migliorare, di gusto, di amore. Accanto ai singoli e prima di loro, le Amministrazioni e le Istituzioni a tutti i livelli giocano un ruolo importante in questo impegno e per questo orgoglio. La conservazione, il risanamento e la valorizzazione del centro storico di Bovino sono stati proprio nell’ultimo decennio tra i principali obiettivi del lavoro dell’Amministrazione comunale, con scelte a volte subito condivise da tutta la cittadinanza e a volte invece bisognose di tempo per affermare la propria validità. Per salvare l’antico è indispensabile pensare in modo moderno, e bisogna farlo anche quando se ne ha paura. Leonardo Lombardi (sindaco di Bovino)





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