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BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
     A R C H I T E C T U R E     
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CHIESA DEL CARMINE
RISTRUTTURAZIONE 2006 (4 PARTE)

d’ingresso. Questa impressione è accentuata dalla presenza di una copertura piana a terrazza e dalla semplice fattura della muratura in mattoni pieni che costituisce il tiburio della cupola. Di epoca successiva alla costruzione del campanile, tra il 1847 ed il 1863, è la sistemazione definitiva dell’interno della Chiesa con l’altare, la pavimentazione a scacchiera in marmo Bianco di Carrara e Bardiglio e la realizzazione dell’attuale apparato decorativo costituito da cornici e rilievi in gesso. Essa ha subito altri interventi più recenti che ne hanno modificato l’aspetto architettonico e la struttura, soprattutto dopo gli eventi sismici del 1930 quando sono stati realizzati solai in cemento armato e laterizio sulla volta della navata centrale per realizzare la terrazza piana attuale ed i tetti inclinati sulla navata laterale destra e sulla sacrestia. La cupola. Di particolare interesse è la cupola, impostata su un tamburo di forma quadrata con raccordo circolare agli angoli, che è stata realizzata con una struttura inconsueta per la tradizione edilizia locale e con un procedimento costruttivo utilizzato in Puglia soprattutto nell’area barese: la struttura voltata con le cosiddette ‘bubbole’. Le bubbole sono dei vasi vuoti in terracotta di forma cilindrica con un forellino nella parte superiore e, nel caso di questa cupola, sono di circa 10 cm. di altezza; sono cementate lungo la faccia esterna con malta ed una piccola quantità di gesso per accelerare la presa. La loro leggerezza consente di diminuire la spinta esercitata dalle volte sulle strutture laterali di sostegno e la loro utilizzazione per la costruzione delle volte è stata frequente nell’antichità come ci riferisce già Francesco Di Giorgio Martini nel suo Trattato di Architettura del 1480. Dalla scarna documentazione esistente non è stato possibile desumere dati certi sulla costruzione della cupola ma alcuni elementi presenti, tra i quali la presenza di aperture con architrave circolare nella muratura del tiburio delle quali una è parzialmente coperta dalle falde del tetto sulla nuova navata laterale lasciano presumere che essa è certamente antecedente alla data dell’ampliamento del transetto nel 1903. La cupola, in luogo di un rinfianco in materiale sfuso che la avrebbe appesantita aumentando la spinta sulle murature perimetrali, presenta dei muretti in mattoni forati di spessore circa 10 cm., detti frenelli, con la funzione di nervatura stabilizzante per impedire le traslazioni orizzontali e ridurre le possibili deformazioni della cupola stessa. Questo mattone in laterizio aveva resistenza meccanica molto superiore ai mattoni forati odierni sia per la qualità dell’argilla che per lo spessore





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