Neuschwanstein
BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
     E X C U R S I O N S   I N   T H E   L O C A L   A R E A     
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VALLO DI BOVINO
FONTANA BORBONICA

La storia di Bovino non è tutta nel paese, tra le pietre delle sue case, all'ombra dei suoi campanili, nella vita della sua piazza, nel prestigio della Cattedrale o del Castello. Se si abbandona il paese per scendere giù verso la pianura ed il torrente Cervaro si trova il famoso "Vallo di Bovino", a pochi passi dalla linea ferroviaria ed un altro pezzo importante di storia. A testimoniarlo, nello spazio di cento metri, restano oggi tre figure monumentali: la Taverna del Ponte, la Fontana Borbonica e il Ponte sul Cervaro del 1600. La grande Taverna rappresentava un centro di scambi e traffici nei quotidiani appuntamenti di contadini e mercanti, di oziosi e viandanti, di militari e doganieri; un crocevia obbligato per soddisfare esigenza di sosta e di ristoro; una stazione importante per il cambio dei cavalli e di postiglioni; un momento di protezione dall'assalto dei briganti; una sbarra di controlli daziari e una caserma di gendarmi. La vecchia Taverna, inoltre, costituiva un vero e proprio riferimento a valle della città di Bovino. Le sue origini risalgono alla fine del 1500, quando la prima fabbrica fu acquisita dai duchi di Guevara che l'hanno tenuta in proprietà fino al 1968. Ampliata gradualmente nel corso dei secoli, la Taverna, dotata di cucina e osteria, di alloggiamenti e stalle, ha fatto da locanda e da stazione di ristoro, da rilievo di posta e da officina, da sbarra di revisione doganale e da caserma della Cavalleria Borbonica e poi dei Carabinieri Reali a cavallo. Con l' unità d'Italia e col tracciato della linea ferroviaria che ha unito il Tirreno all'Adriatico, la vecchia Taverna ha risposto ad altre esigenze con funzioni aziendali, commerciali ed industriali. Intorno al 1867-68 già Don Carlo Guevara Suardo vi creò uno stabilimento per la fabbricazione del carbone artificiale e dell'acido pirolegnoso; a metà del secolo scorso vi fu insediato un tabacchificio e vi si svolgevano altre attività commerciali e amministrative. La grossa fabbrica, sempre importante per la sua posizione strategica, posta sulla via regia Napoli-Foggia lungo il tratto che fiancheggia il Cervaro, appare ancora oggi importante con la sua grandiosa configurazione a pianta quadrata e con il suo ampio cortile interno. La costruzione si sviluppa su due livelli ed una rampa collega uno degli ingressi principali con gli ambienti del secondo livello. Interessanti nel suo interno, sono le grandi volte a botte, le campate e gli archi in serie impostati su piedritti in pietra squadrata. La facciata Sud della Taverna prospetta un ampio piazzale a cui si accede dal vecchio Ponte sul Cervaro. Sul corpo di sinistra vi è una Cappella di modeste dimensioni che conserva tuttora la propria funzione. Ma oggi tutta la vasta costruzione quadrangolare, del tutto abbandonata, rischia un completo degrado per mancanza di manutenzione. Dirimpetto agli imponenti e vasti locali della Taverna del Ponte c'è la monumentale Fontana Borbonica. Sul fronte della bella struttura, fatta costruire da Carlo III (1734-1759) e restaurata nel 1836, dominava fino al mese di giugno 2001 il grande stemma dei Re delle due Sicilie, trafugato dai soliti ignoti. A pochi metri dalla Fontana, vi è il vecchio Ponte, costruito all'epoca del Duca Giovanni Guevara (1602-1631) per superare il fiume Cervaro e collegare più agevolmente le contrade più interne e montagnose di Bovino alla strada regia che da Napoli portava alle Puglie.





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