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BOVINO Museo archeologico "Carlo Gaetano Nicastro"
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CASTELLO (2^ Parte)
CASTELLO (veduta aerea)

Alcuni studiosi locali ipotizzano come costruttori i Conti Palatini di Loretello, Signori di Bovino dal 1059 al 1182; altri sostengono, invece, che sia stato il normanno Drogone, conte di Puglia giunto nel territorio bovinese nella prima metà dell'undicesimo secolo per combattere i Longobardi di Benevento e scacciare la contemporanea minaccia bizantina, a distruggere la prima costruzione difensiva e a costruire, sulle sue stesse rovine, il nucleo iniziale dell'attuale Castello, asserragliato alla massiccia torre cilindrica destinata a garantirgli sicura difesa. A sua volta tale costruzione, posta "a cavaliere" su uno sperone tronco piramidale, esisteva già prima dell'arrivo dei Normanni e, anche se non ne conoscevano l'aspetto originario né la data precisa della sua edificazione, svolgeva certamente quella stessa funzione difensiva che ha poi mantenuto per altri quattro secoli, come testimoniano le oblunghe feritoie cinquecentesche. Accanto ad essa, collegata da un vano scoperto dall'impianto molto interessante, si trova una costruzione nota come il Cassero, l'unica traccia del primitivo edificio svevo sorto per ospitare il luogotenente dell'imperatore ed un ristretto numero di soldati. Il suo sviluppo planimetrico non esteso per esigenze legate alla destinazione d'uso e alle difese dei suoi occupanti, si colloca trasversalmente rispetto al fronte principale ad Ovest, in modo che le mura perimetrali risultano impostate al di sotto del muro di spina principale e ne costituiscono la naturale prosecuzione. L'ingresso si trova ad est, al limite di una leggera scarpata che tende ad isolare visivamente e strutturalmente tale edificio dal resto del complesso; il prospetto principale si affaccia sul cortile interno del Castello e si sviluppa su due livelli talmente stratificati e manomessi nel corso dei secoli, che risulta oggi molto arduo ricostruire con precisione la sequenza e individuare esattamente i limiti; il fronte nord, consente, invece, di godere dello spettacolare panorama della Valle del Cervaro dominando visivamente la strada che dall' Irpinia conduce verso le direttrici Per Troia, Foggia ed Ascoli, e da questa parte l'edificio risulta composto dal solo pianoterra e dai locali interrati ricavati nella roccia, poiché l'originario piano superiore è stato demolito nel 1890 in quanto pericolante. Dopo la sistemazione voluta da Federico II ogni successivo feudatario ha tuttavia adottato la costruzione signorile alle proprie necessità facendole così perdere il carattere di possente fortilizio e trasformandolo in sontuosa dimora gentilizia del XVII Secolo. Le altre ali del Palazzo Ducale, nate dalla necessità di ampliare e arricchire la dimora dei Signori di Bovino, risalgono a due epoche diverse: quelle a sud e ad ovest, le più ricche, sono seicentesche; quella ad est, la più interessante per il tipo di innesto al tessuto urbano preesistente, è invece frutto di lavori eseguiti tra la fine del 600 ed il 1719. Sulla facciata principale del palazzo, il cui aspetto attuale è frutto di un restauro dei primi decenni del 900, in una sorta di torretta merlata, si apre una bifora gotica ritrovata nel 1913 durante i lavori di restauro e ripristino voluti dagli allora Duchi di Guevara ed è stato ipotizzato che appartenesse al gruppo di bifore collegate nel fronte nord del Cassero e realizzate da quello stesso Zano, proveniente dalla Gallia, al quale si deve una prima decorazione alla facciata della Cattedrale.(Continua 3^ Parte)





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